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Protagonista di questa simpatica trovata fu don Marco Jasoni, arciprete di Lesignano de’ Bagni dal 1800 al 1817, il quale, trovandosi corto a soldi, all’ingiunzione del Maire Frati di pagare le tasse, rispose con questo sonetto:
“Signor Tenente or Maire or Podestà E Maire e Podestà mai sempre caro Non v’aspettate or or da me denaro Che nessun può dar quel che non ha: Solo chi tutto puote e tutto sa Va col potere e col volere del paro, Ma io non so voltar in suso il Taro, Né convertir i sassi in buttalà: Insomma adesso un quatrinel non ho e a dirvela con tutta confidenza, Ove un baiocco ritrovar, non so: Abbiate adunque un po’ di sofferenza, Ed i primi Signor che tirerò Saranno i vostri sulla mia coscienza”
Se anche oggi bastasse un sonetto a tranquillizzare l’esattore e a togliere dai guai chi non paga le tasse, le esattorie sarebbero ripiene di sonetti e tutti diventerebbero poeti.(20)
Gianluca Barbarini provincialgeographic.it
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