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Comune di


LESIGNANO
DE' BAGNI


Altitudine: 252 m s.l.m.
Superficie: 47 km²
Abitanti: 4.795 (31-12-2010)
Densità: 102,02 ab./km²
Cod.Postale: 43037
Prefisso: 0521
Nome Abitanti: lesignanesi
Patrono: San Michele
Giorno Festivo: 29 Settembre
Sito Istituzionale: www.comune.lesignano-debagni.pr.it

Etimologia

La denominazione deriva dal nome latino di persona Licinius con l'aggiunta del suffisso -anus che indica appartenenza. La specifica de' Bagni  si riferisce alla presenza di due pozzi che raccolgono acque termali saline.

Araldica

bardi-stemmaPartito: al 1° d'azzurro, al leone d'argento, al 2° campo di cielo con campagna di verde in punta dello scudo, dalla quale zampillano tre fontane. (18) In un terzo campo doveva figurare una croce in campo oro, stemma del Comune di Parma, per ricordare il dominio da esso esercitato sul paese, ma ciò è stato trascurato. Vuol esso riassumere la storia di queste terre che si incentra sull'influenza che ebbero i Rossi in questa zona, ed ecco lo stemma dei Rossi, e vuol fermare l'attenzione su ciò che ha carraterizzato e reso famoso il paese fino dalla più remota antichità, le sorgenti salsoiodiche, sulfuree e saline che spiccano nell'altro campo. (20)

I Barboj di Rivalta

barbojIl paese di Rivalta si adagia a 357 m.s.l.m. sullo sperone che emerge dal rio Madolo e dal Masdone; quest’ultimo è il torrentello che si forma a nord-ovest di Mulazzano e sfocia, dopo undici km, nel Termina.
Da Lesignano una strada di quattro chilometri, strappata faticosamente e in diversi periodi, ai grigi calanchi, si tuffa dapprima nel Masdone, [...] per raggiungere le frazioni che formano il paese di Rivalta. Appena oltre ci sono i colli che allacciano a Cazzola e a Torre: “ da questo torrazzo si vede tutto il mondo: non proprio tutto, ma quasi. Tutto il cielo si.” (R. Pezzani: “L’acqua del Prete”, 1930).
Rivalta è tuttora un luogo ameno e generoso di messi, ricco di viti le cui uve danno un vino limpido e secco.
Come la località denominata “Torchio” allude alle uve e al gustoso nettare, e “Fornello” a probabili giacimenti di idrocarburi, così la località “Salso” indica quella conca bruciata dal sale, dove eruttano i “barboj”, piccolissimi crateri di acqua fredda e medicamentosa che ribollendo, rigurgitano in continuazione, e dai quali fin al 1600 si estraeva buon sale da cucina, come testimoniato dallo Zunti (De Balneo Thermali Lixignano vocato necnon de Luto Barboliorum medicato, in Ducato Parmensi” M.DC.XV). Lo Strobel (“Barboj del Parmigiano” Battei, 1888) descrive la disposizione dei barboj: “queste sono di una uguaglianza e precisione sorprendente da degradarne una cucitura a macchina [...]”. Lo Zunti testimonia ancora che già nel XVII secolo fu abbandonato la finalità estrattiva per il sale da cucina. Il medico parmense auspicava al contempo la perforazione di un pozzo di quell’acqua leggermente salata “da bersi essendo vantaggiosa per alcunemalattie, unceri, pioaghe, scabbia e lebbra”.
Tutt’ora nella “pianura salsa” di Rivalta, i vulcanetti continuano a ribollire, offrendo uno spettacolo curioso che interessa soprattutto i ragazzi i quali amano osservarli e... stuzzicarli. Negli anni passati, gli abitanti del paese e limitrofi, ricorrevano ai fanghi dei barboj per curare i reumatismi ed artriti.

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