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Comune di


MONTE

CHIARUGOLO

Altitudine: 128 m s.l.m.
Superficie: 48,01 km²
Abitanti: 10.866 (31-12-2011)
Densità: 226,33 ab./km²
Cod.Postale: 43022
Prefisso: 0521
Nome Abitanti: montechiarugolesi
Patrono: San Quintino
Giorno Festivo: 31 Ottobre
Sito Istituzionale: www.comune.montechiarugolo.pr.it

Etimologia

Pare appurato che il nome composto trovi origine dalla necessità di distinguerlo dal vicino e più conosciuto Monticulum (Montecchio), attraverso l’aggiunta di un secondo nome, derivato dall’orografia e dallo stato dei luoghi. La maggior parte degli autori opta per una antica forma originaria “Monticulus Rivolus” (colle Ruscello). Altri autori preferiscono partire dalla forma dialettale “monc’rugghel” in cui si individuano chiaramente due componenti: la prima “monc”, comune quasi a tutto l’Appennino emiliano e derivante dal genitivo latino plurale “montium” (podere dei monti) mentre la seconda parte “rugghel” è da ricondursi ad un originario “lugghel” dal latino “luculus” (boschetto) con un passaggio fonetico dalla erre alla elle. La forma più antica pertanto è da ricostruirsi in “Montium Luculus”.

Araldica

bardi-stemmaInquartato, in 1 e 4 di rosso al toro balzante d’oro e in 2 e 3 d’argento al biscione verde coronato d’oro con un saraceno dello stesso tra le fauci, timbrato da una corona comitale d’oro gemmata (18)

La Battaglia di Montechiarugolo

battaglia-montechiarugolo

Nel lontano 1796 a Montecchio, in Provincia di Reggio Emilia, dove oggi sorge il Ponte sull'Enza, avvenne il primo episodio d’armi che fece da preludio al Risorgimento italiano. Il 4 ottobre 1796 si svolse infatti la cosiddetta Battaglia di Montechiarugolo nella quale milizie volontarie della ‘Guardia Civica Reggiana’, insieme a soldati francesi, attaccarono un manipolo di soldati austriaci rifugiatisi nel Castello.

Dopo uno scambio di fucilate  vi furono due morti: il volontario Andrea Rivasi di Cavriago che morì sul campo e un  secondo milite che morì in seguito alle ferite. Dopo pochi giorni, secondo le cronache dell’epoca, si formò a Montecchio Emilia una Guardia Civica su imitazione di quella di Reggio Emilia e, il 27 ottobre 1796, si ottenne dal comando francese di potere esporre la bandiera del Tricolore sulla Torre dell’Orologio. Si trattava di quella  stessa bandiera che poi, il 7 gennaio 1797, nel Congresso di Reggio la Repubblica Cispadana proclamò Universale con i suoi tre colori verde, bianco e rosso.

Il fatto d’armi ebbe una enorme risonanza a livello politico tra gli altri piccoli Stati italiani in quanto fu la prima battaglia tra un corpo militare ‘italiano’ e un esercito straniero, preludio alle future lotte per l’indipendenza e l’unità nazionale. Lo stesso Napoleone Bonaparte volle lodare l’impresa dei primi patrioti, commemorando i volontari periti in battaglia come “ i primi che avevano versato il loro sangue per la libertà”.

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