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Comune di


NOCETO

Altitudine: 74 m s.l.m.
Superficie: 79 km²
Abitanti: 12.724 (31-12-2010)
Densità: 161 ab./km²
Cod.Postale: 43015
Prefisso: 0521
Nome Abitanti: nocetani
Patrono: San Martino
Giorno Festivo: 11 Novembre
Sito Istituzionale: www.comune.noceto.pr.it

Etimologia

Documentato dal 1230, deriva dal latino "nucetum", luogo piantato a noci, da nux, nucis, noce.

Araldica

bardi-stemmaTagliato: il primo d'azzurro alla torre di rosso merlata di quattro alla guelfa, finestrata dal campo; sulla partizione una barra d'oro; il secondo d'argento all'albero di noce addestrato da un monte all'italiana di verde fondato su campagna dello stesso. (18)

Noceto Home Page Arte e Cultura

noceto-aerea-von-richtofenIl ritrovamento di alcuni oggetti in pietra testimonia la presenza umana già nell’età paleolitica.
La conquista romana di queste zone risale presumibilmente al 183 a.C., anno in cui fu fondata Parma.
La prima testimonianza che riporta l’esistenza di una comunità a Noceto risale all’anno 835, quando la regina Cunegonda, vedova di re Bernardo d’Italia, donò i beni di Noceto alle suore Benedettine del Monastero di Sant’Alessandro di Parma.

La storia di Noceto è strettamente legata alle vicende che interessarono il castello la cui fondazione risalirebbe all'XI secolo, ma i primi documenti sono dell'inizio XIII. L'attuale struttura è del XV secolo, probabilmente per opera dei Rossi, con merlatura ghibellina. Agli angoli tre torri delineano la cinta muraria. 

Le sue vicende sono molto travagliate, in balia di numerosi contendenti. Occupato dai guelfi di Parma nel 1247, feudo di Oberto Pallavicino il Grande nel 1249, distrutto più volte e più volte ricostruto: dai guelfi nel 1266, da Gilberto Sanvitale nel 1345. Nel 1417 ritorna ai Pallavicino, ai quali subentrano i Rossi e nel 1498 i Sanvitale. Questa famiglia lo possiede fino al 1612, quando il feudo viene confiscato, in occasione della congiura contro i Farnese. I Sanvitale rimangono tuttavia proprietari del castello, insieme ai conti Dalla Rosa fino ad epoca recente, quando viene acquisito dal Comune di Noceto, che lo ha ribattezzato " Castello della Musica" e lo utilizza come luogo di eventi

Noceto ed il suo territorio nel Ducato dei Farnese e dei Borbone
Fu nel 1545 che Papa Paolo III Farnese donò al figlio Pier Luigi le terre del parmense, creando il ducato di Parma e Piacenza. Dopo pochi anni, tuttavia, Ferrante Gonzaga si impadronì delle terre della zona, ed il periodo che ne seguì fu davvero uno dei peggiori: le continue lotte che portavano a saccheggi, distruzioni, stragi, segnarono il nascere di una terribile carestia. Intervenne nuovamente il Pontefice che, grazie ad un accordo con il re di Francia, pose fine alle ostilità nel territorio parmense. Nel 1574, il duca di Parma nominò Luigi Sanvitale conte di Fontanellato e Noceto.
All’inizio del diciottesimo secolo, nel contado iniziavano ad apparire notevoli opere per lo sviluppo dell’attività agricola, quali ad esempio la costruzione di una rete di canali, e di un paese in cui il castello perdeva lentamente la funzione strategica militare di un tempo per affacciarsi sul panorama più quieto dell’età moderna.

Estinta la famiglia Farnese, il Ducato visse un momento di grande prosperità sotto i Borbone. Molti antichi soprusi vennero aboliti, furono fondati istituti di pubblica istruzione e furono promosse opere per il miglioramento della viabilità sul territorio. Furono disboscate vaste aree destinate all’agricoltura, e si diffuse la coltivazione del gelso bianco per lo sviluppo dell’industria sericola.
Risale a questo periodo l’usanza, per le famiglie nobili, di costruire ville o casini di caccia nelle campagne. La sfarzosa nobiltà del tempo amava riunirsi per far sfoggio delle proprie ricchezze, mentre per il popolo la situazione rimaneva piuttosto precaria. Sul territorio vivevano pochissimi nuclei familiari, assai numerosi al loro interno, in catapecchie fatiscenti e costretti a trarre di che sopravvivere da un’alimentazione insufficiente. Nel frattempo, l’anno 1795 segnò la nascita del Comune di Noceto come entità giuridica.

Con il governo francese di Napoleone Bonaparte, nel 1802, l’amministrazione del Ducato di Parma fu assegnata a Moreau de Saint Mery, il quale riorganizzò il territorio secondo il modello francese, trasformandolo nel dipartimento detto “del Taro”, il nome del fiume più importante. Responsabile del governo locale era un “Maire” (sindaco).
Nel 1816, con l’avvento di Maria Luigia d’Austria, Parma tornò a far parte di un Ducato e le funzioni amministrative e giudiziarie passarono nelle mani di un pretore. Con la costituzione degli Stati parmensi ed il ritorno dei Borbone venne ripristinato il Consiglio degli Anziani che, il 14 agosto 1859, a seguito di un plebiscito, deliberò l’annessione al Regno del Piemonte. Con l’unità d’Italia fu ripristinato il Consiglio Comunale e la nomina del Sindaco.
Agli inizi del 1900, l’abitato di Noceto era composto da una popolazione dedita soprattutto all’agricoltura ed all’artigianato: nonostante questo, la tenacia e la laboriosità di alcuni abitanti permise di raggiungere un buon sviluppo economico, favorendo la nascita di attività commerciali e di piccole industrie.
Nel 1914 si giungeva alla formazione del Primo Consiglio Comunale democraticamente eletto, che vedeva la prevalenza di consiglieri socialisti. Dopo la revisione dell'assetto locale compiuta dal regime fascista con il ripristino della carica podestariale, prima ancora della nascita della Repubblica (2 giugno 1946), rinasceva il Consiglio Comunale liberamente eletto dalla volontà del popolo. A Noceto ciò avveniva nella primavera di quell'anno,l' 8 aprile 1946.

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