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Comune di


BORGO
VAL DI TARO


Altitudine: 411 m s.l.m.
Superficie: 152,30 km²
Abitanti: 7.319 (31-12-2010)
Densità: 48,06 ab./km²
Cod.Postale: 43043
Prefisso: 0525
Nome Abitanti: borgotaresi
Patrono: Madonna del Carmine
Giorno Festivo: 16 Luglio
Sito Istituzionale: www.comune.botgo-val-di-taro.pr.it

Araldica

borgo-val-di-taro-stemmaCampo di cielo, al castello di rosso, torricellato di due, merlato alla ghibellina, aperto e finestrato di nero, movente da un mare d’azzurro, ombrato d’argento, e sormontato da un giglio d’azzurro. (18)

Cenni storici Borgo Val di Taro

Palazzo del PretorioSituato nell’Alta Valle del Taro a m 414 di altitudine, sulla riva sinistra del fiume, Borgotaro é il centro più importante dell’Appennino Parmense.

La sua particolare posizione geografica situa il suo territorio quasi a cavallo di tre regioni: Emilia, Toscana e Liguria, i cui confini corrono lungo i crinali che delimitano la valle.

Fu quindi, nel passato, zona di passaggio per mercanti, viaggiatori, abati, pellegrini ed eserciti diretti ad uno dei tanti passi che permettevano un agevole raccordo tra regione padana, Lunigiana e Genovesato.

Qui passavano, tra le altre, le antiche percorrenze Veleja-Luni e Bobbio-Roma.

Posizione strategica nel cui possesso si alternarono e susseguirono Impero, Monastero di Bobbio, Comune di Piacenza, Landi, Santa Sede, Malaspina, Visconti, Fieschi, Sforza, Doria, Farnese, Austria, Borbone, Impero Francese.

I primi abitatori della Valle del Taro, tralasciando le popolazioni preistoriche delle quali comunque restano importanti tracce, furono i Liguri e ciò é testimoniato, tra l’altro, dalla presenza di numerosi toponimi ed in special modo dal dialetto che ancora vi si parla, ricco di vocaboli e suoni liguri.

La zona venne poi occupata dai Romani che incontrarono non poche difficoltà a debellare le forti tribù liguri.

Turris, originaria denominazione dell’attuale Borgo Val di Taro, pur in diversa localizzazione, fu una creazione militare Bizantina all’epoca della guerra gotica e come tale capoluogo di tutta la circoscrrizione.

Proprietà del fisco regio, la “curtis Turris cum appenditiis suis” costituÏ, successivamente, uno dei più cospicui e redditizi donativi dei re longobardi al Monastero immune di San Colombano in Bobbio.

In qual modo sia avvenuto il passaggio della denominazione da Turris a Torresana, e da questa a Borgo Val di Taro, non é ancora chiaramente documentato.

Si sa per certo che nel diploma, rilasciato da Ottone I in Milano il 30 luglio 972, si parla di una “plebs Sancti Georgi” che sorgeva là dove il Tarodine sfociava nel Taro. Intorno e di fronte a questa chiesa sorse Torresana.

In seguito, mutate vicende storico-politiche spinsero gli abitanti di Torresana ad insediarsi un poco più a ovest e precisamente sul terrazzo fluviale in cui sorge oggi l’abitato. Nasce così il nome Borgo Val di Taro.

Qui nel 1226 venne posta la prima pietra della chiesa di Sant’Antonino, attorno alla quale poi sorgerà l’odierno agglomerato. Nel sec.XIV iniziò la prima dominazione della famiglia Landi, alla quale subentrarono i Visconti.

La successiva dominazione pontificia su Piacenza (1332-1335) comportò l’automatica soggezione di Borgotaro alla Santa Sede.

Inizia però l’epoca delle grandi signorie e i Visconti riprendono possesso del Borgo che, salvo qualche breve parentesi, farà parte per molti anni del Ducato di Milano.

L’importanza strategica é tale che il Duca vi destina con il titolo di marchese il famoso capitano di ventura Nicolò Piccinino.

Successivamente si affermarono nel dominio del Borgo gli Sforza, i Landi e i Fieschi.

Fallito il tentativo di questi ultimi di impadronirsi di Genova, Borgotaro cadde sotto il dominio dell’Impero.

Nel 1551 Agostino Landi con due diplomi otteneva l’investitura di Borgotaro, la cui giurisdizione veniva subito dopo elevata a dignità di Principato.

Si formava così un vero stato (Principato di Valditaro o Stato Landi) del quale Borgotaro sarà la capitale.

Nel 1578 i Borghigiani stanchi delle angherie e dell’esosità dei nuovi principi, si ribellarono e li cacciarono definitivamente.

Si diedero così nelle mani di Ottavio Farnese, duca di Parma, che nominarono loro principe.

Nel 1731 moriva Antonio Farnese senza lasciare eredi cosicché il Ducato passava a Carlo I Borbone, figlio di Elisabetta Farnese.

Nel 1806 Borgotaro venne incorporato nell’Impero Francese e assegnato al Dipartimeto degli Appennini, nell’ambito della ventottesima divisione militare.

In seguito alla caduta di Napoleone, le potenze vincitrici decisero di assegnare il Ducato di Parma e Piacenza a Maria Luigia d’Austria fino alla sua morte, che avverrà nel 1847.

Dopo quest’ultima ritornarono i Borbone, la cui dominazione cessò nel giugno 1859, allorché a Parma si costituì un governo provvisorio per preparare l’annessione al Regno del Piemonte e quindi all’Italia.

Nel 1985 il gonfalone del Comune veniva decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.


Logo Comunità Montana delle Valli del Taro e del CenoDocumento pubblicato
grazie alla concessione
e alla collaborazione della
Comunità Montana
delle Valli del Taro e del Ceno
Illustrazione di Paolo Sacchi
www.sakai.dk

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